domenica, ottobre 18
venerdì, ottobre 16
Nestlé: Augmented reality
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Anche Nestlé non ha resistito al fascino della realtà aumentata. In collaborazione con la Dassault Systèmes, ha trasformato delle classiche scatole di cereali, in vere e proprie console di gioco.
Il lancio del nuovo packaging interattivo sarà effettuato a novembre in Francia.
Il lancio del nuovo packaging interattivo sarà effettuato a novembre in Francia.
giovedì, ottobre 15
mercoledì, ottobre 14
I significati di una parola
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Una parola può avere contenuti semantici differenti, a seconda della situazione in cui viene utilizzata.
E' questo il concept della campagna Orange, lanciata lo scorso settembre nel Regno Unito per promuovere i nuovi pacchetti di connessione a internet.
Fonte: BRAINSTORM9
E' questo il concept della campagna Orange, lanciata lo scorso settembre nel Regno Unito per promuovere i nuovi pacchetti di connessione a internet.
Fonte: BRAINSTORM9
Il rendez-vous di Berlino
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Sono stato piacevolmente colpito da questa straordinaria performance realizzata dalla Royal de Luxe per celebrare la giornata dell'unificazione tedesca. Due giganti, provenienti uno da est, l'altro da ovest, dopo aver passeggiato per le strade di Berlino si sono simbolicamente incontrati al Brandenburger Tor.




Bookmark ambient
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L'azione di ambient ideata dall'agenzia McCann Worldgroup di Hong Kong per The Samaritans, raggiungendo il target in luoghi e momenti strategici, risponde con efficacia alla richiesta di una comunicazione low budget, discreta e personale.


The Samaritans è una Multi-Lingual Suicide Prevention Hotline, composta da volontari addestrati per fornire validi supporti emotivi. Nata a Londra nel 1953, oggi conta centinaia di filiali in tutto il mondo.
The Samaritans è una Multi-Lingual Suicide Prevention Hotline, composta da volontari addestrati per fornire validi supporti emotivi. Nata a Londra nel 1953, oggi conta centinaia di filiali in tutto il mondo.
martedì, ottobre 13
Destinazione d'uso: advertising
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La vecchia sede di una delle più grandi case farmaceutiche del mondo, è stata trasformata in un enorme billboard addobbato con più di 5 milioni di led, distribuiti su una superficie totale di 17.500 metri quadrati.
Il primo video mostra l'allestimento, l'altro gli spettacolari effetti ottenuti.
Fonte: ADivertido
Il primo video mostra l'allestimento, l'altro gli spettacolari effetti ottenuti.
Fonte: ADivertido
lunedì, ottobre 12
Pathfinders: Homeless Teen
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La città di Milwaukee conta un numero altissimo di ragazzi senza fissa dimora, costretti ogni notte a cercarsi un posto in cui dormire a causa della mancanza di alloggi di emergenza.
Per creare consapevolezza e aumentare il numero di donazioni, nel novembre del 2008 Pathfinders ha promosso, per le strade della città, la seguente campagna di social guerrilla.


Fonte: AOTW
Per creare consapevolezza e aumentare il numero di donazioni, nel novembre del 2008 Pathfinders ha promosso, per le strade della città, la seguente campagna di social guerrilla.


Fonte: AOTW
Coal story
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Se è vero che il carbone permette di soddisfare 1/4 del fabbisogno mondiale di energia elettrica, è altrettanto vero che, l'eccessiva concentrazione atmosferica di anidride carbonica e di polveri sottili derivante dalla sua combustione, rappresenta la principale causa del riscaldamento globale e delle piogge acide.
Greenpeace, con Coal story, ha voluto evidenziare proprio questo iniquo do ut des.
Greenpeace, con Coal story, ha voluto evidenziare proprio questo iniquo do ut des.
sabato, ottobre 10
Nanismo delle imprese e deficit culturale
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Sfogliando il numero di settembre de L’impresa di Comunicazione, ho trovato un interessante articolo intitolato “I media e l’adv fanno male alle imprese” nel quale Daniele Pittèri individua le principali cause ostative che giustificherebbero l’anomala situazione italiana in cui, in un periodo di crisi come quello attuale, la comunicazione d’impresa, anziché assumere il ruolo chiave per sostenere la competitività, diventa una cosa difficile, anzi impossibile.
Oltre alla scarsa maturità del sistema industriale italiano, per il quale la comunicazione non è mai stata considerata come elemento centrale delle politiche di sviluppo, Pittèri ritiene che gli elevati costi di gestione interna, accompagnati da un basso prezzo di vendita degli spazi, obbligando le imprese mediali a una raccolta pubblicitaria corposa, determinano una situazione di affollamento e una conseguente “guerra all’acquisto” in cui la visibilità diventa proporzionale alla capacità di investimento. Quindi, considerando che in Italia solo 17.000 imprese investono in pubblicità con una spesa pro-capite di 650.000 euro e che il 74% delle nostre imprese ha un fatturato inferiore ai 2 milioni, si capisce bene come sia materialmente impossibile per la stragrande maggioranza delle aziende italiane effettuare investimenti pubblicitari efficaci in termini di visibilità.
Un'altrà difficoltà italiana, la più determinante a mio avviso, è poi costiuita dall’eccesso di centralità acquisito dai media nel sistema della comunicazione d’impresa. L'assenza di sperimentazione, il conservatorismo espressivo e la limitatezza creativa hanno finito per fossilizzare la comunicazione all’interno di un sistema che privilegia il prodotto al consumatore e che quindi non pone attenzione ai luoghi di incontro, al punto vendita, alla fisicità del prodotto, alle dinamiche fiduciarie fra consumatori (e alla conseguente valorizzazione del brand che ne può derivare) e alle dinamiche determinate dai nuovi media.
Una possibile via d'uscita per Pittèri esiste ed è rappresentata da un radicale cambiamento che dovrebbe investire non solo le aziende, invitate ad abbandonare quella forma di protezionismo nei confronti del sistema dei media, ma anche l'approccio dei "professionisti della comunicazione", ancora poco capaci di mettersi in gioco per sperimentare e rischiare.
Oltre alla scarsa maturità del sistema industriale italiano, per il quale la comunicazione non è mai stata considerata come elemento centrale delle politiche di sviluppo, Pittèri ritiene che gli elevati costi di gestione interna, accompagnati da un basso prezzo di vendita degli spazi, obbligando le imprese mediali a una raccolta pubblicitaria corposa, determinano una situazione di affollamento e una conseguente “guerra all’acquisto” in cui la visibilità diventa proporzionale alla capacità di investimento. Quindi, considerando che in Italia solo 17.000 imprese investono in pubblicità con una spesa pro-capite di 650.000 euro e che il 74% delle nostre imprese ha un fatturato inferiore ai 2 milioni, si capisce bene come sia materialmente impossibile per la stragrande maggioranza delle aziende italiane effettuare investimenti pubblicitari efficaci in termini di visibilità.
Un'altrà difficoltà italiana, la più determinante a mio avviso, è poi costiuita dall’eccesso di centralità acquisito dai media nel sistema della comunicazione d’impresa. L'assenza di sperimentazione, il conservatorismo espressivo e la limitatezza creativa hanno finito per fossilizzare la comunicazione all’interno di un sistema che privilegia il prodotto al consumatore e che quindi non pone attenzione ai luoghi di incontro, al punto vendita, alla fisicità del prodotto, alle dinamiche fiduciarie fra consumatori (e alla conseguente valorizzazione del brand che ne può derivare) e alle dinamiche determinate dai nuovi media.
Una possibile via d'uscita per Pittèri esiste ed è rappresentata da un radicale cambiamento che dovrebbe investire non solo le aziende, invitate ad abbandonare quella forma di protezionismo nei confronti del sistema dei media, ma anche l'approccio dei "professionisti della comunicazione", ancora poco capaci di mettersi in gioco per sperimentare e rischiare.
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